AIW approda su MasterChef Italia: quando la cucina diventa linguaggio universale
Credits: @masterchef_it @endemolshineitaly
Una Mystery Box che sa di mondo
Nove delle nostre diplomate di Roots hanno avuto l'opportunità straordinaria di partecipare a uno dei programmi più seguiti della televisione italiana; quando si sono accese le luci della Masterclass, fin da subito, hanno trasmesso un messaggio potente da condividere con milioni di telespettatori: la cucina come linguaggio universale di integrazione e scambio culturale. Nove storie, nove paesi, nove modi di vedere la cucina, nove universi che si sono intrecciati con quelli dei concorrenti in una Mystery Box che è diventata molto più di una prova culinaria. Ogni tirocinante ha portato un ingrediente dal proprio paese d’origine trasformando la cucina di MasterChef in un linguaggio comune.
Ciascun concorrente è stato abbinato ad una diplomata di Roots e insieme, a quattro mani, hanno dovuto creare un piatto che rappresentasse al meglio il concetto di multiculturalità e incontro tra le cucine del mondo. Non si trattava solo di usare ingredienti che non conoscevano: era necessario ascoltare, comprendere e soprattutto collaborare, era necessario far parlare le mani di chi quei sapori li porta nel cuore, di chi in quegli ingredienti riconosce casa, famiglia, radici. In questo modo due lingue diverse sono riuscite a parlare insieme tramite il piatto. Ogni ingrediente era più che cibo, era memoria e identità; vedere le nostre diplomate condividere questi pezzi di sé, è stato un momento speciale.
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Quando la cucina diventa un posto felice: le nostre diplomate brillano a MasterChef Italia
Vincitrice della sfida insieme a Carlotta, la nostra diplomata Maryam, originaria del Pakistan. Maryam ha portato con sé non solo il suo ingrediente, il cardamomo verde, ma anche la sua saggezza che ha portato anche durante il suo percorso da Roots. Mentre la pressione della competizione montava e Carlotta cominciava a innervosirsi, Maryam le ha ricordato qualcosa di fondamentale:
“La cucina è un posto felice, dove la rabbia non esiste.”
- Maryam, Pakistan, Diplomata AIW
Credits: @masterchef_it @endemolshineitaly
In quel momento, la calma che Maryam ha trasmesso, non riguardava solo la tecnica culinaria ma riguardava il comprendere il cibo come linguaggio di connessione, non di competizione.
Insieme, hanno creato “Giramondo”, una semisfera di fonio con sarde marinate in harissa e tamarindo su crema di yam al cardamomo, il piatto che ha conquistato i giudici vincendo la Mystery Box.
Al di là della vittoria però, ciò che ha colpito è stato lo sguardo che Jessica Rosval, Culinary Director e le tirocinanti hanno portato dentro quello studio televisivo. Uno sguardo “scaldato dal calore del gruppo, che davanti alle telecamere brilla più delle luci di scena”, come ha scritto Reporter Gourmet.
“Roots è un mondo, non solo una piccola azienda, è un sogno per me”
- Maryam, Pakistan, Diplomata AIW
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Le parole di Maryam durante il suo percorso a Roots descrivono l’opportunità di crescita, professionale e soprattutto personale, che ha colto in un ambiente privo di giudizio e incoraggiante!
Vedere Roots alla quindicesima edizione di MasterChef Italia, significa portare in migliaia di case italiane un messaggio potente: l'inclusione non è un ingrediente casuale, ma il segreto di una ricetta che vale solo se realmente condivisa.
Non è stata una semplice apparizione televisiva. È stata una testimonianza viva di come il lavoro, la formazione e la fiducia possano trasformare vite. Di come la cucina possa diventare un linguaggio universale, capace di superare barriere linguistiche, culturali, burocratiche.
Davanti a milioni di telespettatori, le nostre diplomate hanno dimostrato le nostre valori: la diversità, coraggio, audacia, spazio sicuro, e rispetto reciproco.
Ringraziamo MasterChef Italia, Sky Uno e tutti coloro che hanno reso possibile questa straordinaria opportunità di condivisione.
Il viaggio continua. Le radici si approfondiscono. Il futuro si costruisce, un piatto alla volta.